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Il Consiglio della Conferenza Cantonale dei Genitori (CCG) sostiene il “SÌ ALLA SPERIMENTAZIONE LA SCUOLA CHE VERRÀ” in votazione il prossimo 23 settembre

La CCG dalla sua nascita, più di 20 anni fa, sostiene una scuola equa e inclusiva affinché tutti i ragazzi possano apprendere le materie di studio riportate nel “Piano didattico della scuola dell’obbligo ticinese”. Il piano didattico è il “cosa” studiano i bambini e i ragazzi, non il “come”.
La sperimentazione su cui siamo chiamati a votare il prossimo 23 settembre si riferisce al “come” si fa scuola.
Il prossimo 23 settembre abbiamo la possibilità di verificare, approvando il credito, se aumentando il numero di sessioni d’insegnamento con forme didattiche con meno allievi per docente e modalità didattiche con due docenti per classe i nostri ragazzi saranno più solidi nella loro istruzione e preparazione scolastica per affrontare con serenità ogni tipologia di studio dopo la scuola dell’obbligo: formazione professionale o liceo.

Sebbene il credito sia destinato a tutti i gradi della scuola dell’obbligo (scuola dell’infanzia, scuola elementare e scuola media), i maggiori investimenti sono attribuiti alla scuola media.

Nella scuola media sono aumentate le forme e modalità didattico-pedagogiche efficaci nel trasmettere conoscenze e far acquisire competenze specifiche agli allievi nelle diverse discipline, forme che già conosciamo. Per esempio, la modalità didattica del “laboratorio” è stata estesa da due a ben 8 materie e, in questa modalità, l’insegnamento si svolge con solo la metà degli studenti della classe. E’ intuitivo che il docente può dedicare più tempo a ogni allievo, sostenendolo nel suo ritmo d’apprendimento.

I corsi A e B sono aboliti, perché tolgono opportunità a molti studenti, come dimostrano -senza mezzi termini- i dati PISA*, oltre a essere fonte di stress per gli allievi stessi e dei loro genitori.

La sperimentazione nei 4 istituti di scuola media permetterà anche di capire quale modello di laboratorio sia più efficace in termini di apprendimento tra i due proposti: quello detto “modello DECS” con la suddivisione degli allievi in modo eterogeneo e quello detto “ PLR” che prevede la suddivisione della classe in due gruppi omogenei per abilità.

Grazie a più tempo per gli atelier, forma didattica con due docenti in classe contemporaneamente, sarà possibile per i ragazzi apprendere ad esempio un “metodo di studio”e consolidare le proprie conoscenze.

Per un giovane decidere cosa fare dopo la scuola dell’obbligo non è mai facile e oggi ancora di più, per le numerose offerte formative. Tuttavia, una guida alla scelta è necessaria; crediamo fermamente che del tempo debba essere dedicato a questa fondamentale attività: il raddoppio del tempo del docente di classe va in questa direzione.

4 motivi per votare SÌ alla sperimentazione “La scuola che verrà” il prossimo 23 settembre:

1.     è una sperimentazione di 3 anni ha quindi, un inizio e una fine: l’esito sarà valutato da una università svizzera e indipendente.

2.     la sperimentazione rafforza il “come si fa scuola” e non il “cosa” (piano didattico ) in tutti i gradi di scuola dell’obbligo: scuola dell’infanzia, scuola elementare e scuola media;

3.     il credito serve per potenziare ed estendere forme didattiche efficaci a più materie soprattutto nella scuola media;

4.     è intuitivo che se ci sono più docenti e momenti con classi dimezzate, l’allievo è più seguito e sostenuto nel suo iter scolastico.

Nel Ticino che cambia rinnoviamo “come si fa scuola” per il futuro dei nostri figli.

Il Consiglio della Conferenza Cantonale dei Genitori sostiene il sì al credito per la sperimentazione La scuola che verrà.

Vezia, 30 agosto 2018



* Programme for International Student Assessment (PISA)un’indagine internazionale, fatta con scadenza triennale promossa dall’OCSE, che misura le conoscenze e le capacità acquisite dagli studenti, prossimi alla fine della scuola dell’obbligo, in lettura, matematica e scienze.